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Trabucchi, macchine armoniose made in Puglia

Trabucco a Peschici

Di trabucco in trabucco: esplorando la costa garganica pugliese

Esplorando la costa garganica si rimane affascinati di fronte alle enormi palafitte che sembrano ragni di legno. Queste architetture dalla forma strana prendono il nome di trabucco e sono nati come antiche macchine per la pratica della pesca a vista. Perfino D'annunzio ne scrive "La macchina pareva vivere d'armonia propria, avere un'aria e un'effige di corpo d'anima".

Di solito i trabucchi si trovano arroccati sugli scogli, tra un ingresso e l'altro.

Si rimane meravigliati dalle palafitte che si ergono verso l'alto e sprofondano nel mare, incrociandosi tra terra e cielo. Il palo centrale della struttura ha la funzione della vedetta, dove ci si può accertare che nella rete sono entrati i pesci. Il trabucco rappresenta la prima barca fissa del pescatore, e le enormi reti, quasi di quattrocento metri, sono abitualmente buttate in mare e hanno la funzione di trappola per tutta la fauna ittica.

Non appena i pesci finisco in rete, arrivano direttamente sulla padella o sulla griglia del consumatore finale. I trabucchi sono dotati di vere e proprie antenne che si allungano verso il mare, una serie di corde e di carrucole sorreggono una grossa rete, chiamata “trabocchetto” (da cui ne deriva il nome trabucco) e che viene successivamente immersa in acqua. La storia dei trabucchi è molto interessante. Ci sono testimonianze che risalgono fino all'epoca fenicia.

Il trabucco di San Francesco è uno dei più antichi, costruito quasi un secolo fa. I trabucchi sono vere e proprie opere d'arte in mezzo al mare. Oggi queste architetture ingegnose sono patrimonio monumentale del Parco Nazionale del Gargano. Per chi volesse, è possibile fare un tour dei trabucchi ed anche assaggiare al momento il pescato raccolto dai pescatori.

A Vieste ogni anno, durante il mese di giugno, si organizza perfino la Festa dei trabucchi. Quando si arriva sopra a queste palafitte, ci si trova direttamente sul mare, di fronte all'orizzonte: un'esperienza multi sensoriale assolutamente da vivere.

La mappa dei trabucchi garganici

Provate a esplorare la zona garganica saltando di trabucco in trabucco.

Il primo che incontrate è quello di Forcichella che situato a Peschici su di un promontorio circolare; a nord ovest troviamo la Punta Usmai, mentre in direzione di Vieste si aprono le coste frastagliate e la palude di Sfinale.

Tra la valle di San Nicola e la spiaggia di Manaccora incrociate il secondo trabucco che guarda di fronte l'abitato di Peschici. Questo trabucco è famoso anche dal punto di vista archeologico per il ritrovamento di un nucleo umano risalente all'età del bronzo. Non manca nemmeno l'atmosfera suggestiva del paesaggio circostante.

Arrivate fino a Punta Usmai, in questa piccola penisola che abbraccia l'Adriatico, con il suo paesaggio roccioso, troverete un altro trabucco. Ad est del centro abitato di Peschici invece potete ammirare uno dei più famosi tra i trabucchi, quello di San Nicola. Dall'altra parte del promontorio invece si possono individuare i resti di un antico trabucco in direzione di Punta San Nicola. Qui il panorama tra falesie, grotte marine e baie è da mozzare il fiato.

Si consiglia di proseguire verso il promontorio Calalunga ad est di Peschici tra Calaunga e Punta Usmai, e, proprio lì, si incrocia un altro trabucco stupendo.

Arrivati a Monte Pucci, questa volta ad ovest del centro di Peschici, quasi vicino alla Foresta Umbra, tra faggi, cerri e carpini situati sulla roccia, si ergono tre trabucchi (La punta d'oro), uno volge il suo sguardo verso est, mentre gli altri due sono posizionati verso ovest. Se ci si sposta fino all'interno del porto di Vieste, dal molo in direzione dell'isola S. Eufemia, potete osservare il particolare faro e rintracciare alcuni resti di un antico trabucco.

Nel punto più ad est dell'intera costa garganica, situato sul promontorio di Tesa del Gargano, trovate un trabucco addirittura sospeso sulla roccia. Tra la spiaggia di Briaco e Punta Lunga troviamo un altro trabucco.

Il viaggio continua fino alla penisola di San Francesco, e qui troverete il più antico dei trabucchi, gestito attualmente dal WWF. Da questo trabucco si può contemplare sia la spiaggia del castello sia l'incantevole scenario marino.

Presso la località Molinella c’è l'omonimo trabucco su cui si possono osservare i fenomeni di erosione marina e guardare frontalmente la città di Vieste.

Dalla parte orientale dell'isola di Chianca si trova un altro trabucco e poco distante da esso si scorge la necropoli cristiana della Salata, mentre se si prosegue in direzione Vieste, ci si trova difronte il Santuario di Santa Maria di Merini e i resti della Villa romana datata 63 a.C.

Sempre in direzione di Vieste verso la spiaggia di San Lorenzo incontrate un altro trabucco ancora funzionante. Se si arriva fino alla punta di San Lorenzo c’è, inoltre, la possibilità di ammirare l'omonima chiesa rupestre del X-XI secolo e sul lato sud della spiaggia si situa l'ex Convento dei Cappuccini del XVII secolo.