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Il Tarallino pugliese, snack per eccellenza dal 1400

Apertitivo in Puglia

Dolci o salati i tarallini vanno mangiati

Che sia salato o zuccherato, al naturale o colorato, il tarallino pugliese è una chicca che non potete lasciarvi sfuggire. I tarallini sono un prodotto da forno e nascono come una sorta di sostituti del pane. La loro tipicità è originaria prettamente del sud Italia ed a seconda della regione in cui ci si trova se ne possono gustare diverse varianti. In Puglia per esempio quelle tipiche sono: al vino cotto, alla pizzaiola, ai semi di finocchi, al capocollo, al cioccolato, con lo zucchero e con albume d’uovo. Queste ultime varianti dolci esistono inoltre nelle versioni: taralli di Padre Pio (zuccherati, colorati e con aromi differenti) acquistabili principalmente nella zona di San Giovanni Rotondo, Occhi di Santa Lucia, acquistabili tutto l’anno ma nati principalmente come dolce natalizio, la cui ricetta è originaria di Bari, e taralli neri con vino cotto caratteristici della provincia di Foggia.

La storia dei taralli ha inizio nel 1400 quando i contadini pugliesi usavano offrirli accompagnati da un bicchiere di vino a visitatori ed amici, mentre in Campania la diffusione di questo snack è dovuta alla capacità dei fornai del ‘700 di non buttare via gli scarti durante la preparazione del pane, riutilizzandoli dandogli la forma di piccoli anellini e cuocendoli con l’aggiunta dello strutto, conferendo così un alto valore energetico a quell’alimento altresì povero. Il tarallo originariamente era destinato a sfamare la parte più povera della popolazione e per questo il suo costo era decisamente minore rispetto a quello del pane e quindi accessibile a tutti. La variante pugliese alla ricetta partenopea sin dall’origine conteneva l’olio d’oliva al posto dello strutto, rendendolo così più leggero dal punto di vista calorico. Il tarallino o tarallo pugliese è contraddistinto dalla sua dimensione ridotta, rispetto al cugino campano, dalla doppia cottura che garantisce la croccantezza unica e dal basso contenuto calorico. Nel corso dei secoli, la “figura” del tarallo si è evoluta e trasformata passando dall’essere un bene di prima necessità ad uno stuzzichino immancabile durante gli aperitivi e particolarmente apprezzato dai giovani. La versione pugliese di questo snack, è infatti la più diffusa sia in Italia che all’estero. Questo prodotto tipico da forno è talmente tanto radicato nella storia culinaria del sud, da essersi guadagnato l’ingresso nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani (P.A.T.), per cui, se non l’avete ancora assaggiato...non vi resta che andare in Puglia, oppure, prepararlo a casa seguendo la ricetta originale.</p

Ricetta originale dei tarallini pugliesi

Imparare a preparare i tarallini a casa è l’alternativa migliore all’impossibilità di recarsi nell’immediato in Puglia per acquistarli. Avere questo stuzzichino a disposizione per le occasioni più disparate, dal pomeriggio davanti alla tv alla cena improvvisata con gli amici, è un vero e proprio salvagente. Ma come si preparano? La ricetta originale al 100% prevede che venga utilizzato il vino rosso primitivo che conferisce un sapore forte e deciso che tutti non apprezzano, per questo motivo lo si sostituisce spesso col vino bianco.

Per preparare circa 50 tarallini servono:

  • 60 g di olio extravergine d’oliva;
  • 100 ml di vino bianco secco;
  • 5 g di sale;
  • 250g di farina di tipo 00;
  • mezzo cucchiaino di semi di finocchio

La procedura è abbastanza semplice. Per prima cosa: disporre in una ciotola o su una spianatoia, la farina a fontana ed aggiungere il sale, l’olio, il vino bianco ed i semi di finocchio. Impastate bene tutti gli ingredienti fino a che non si saranno amalgamati per bene e, se avete fatto l’impasto nella ciotola, trasferite il tutto su una spianatoia. Alla fine dovrete ottenere un impasto liscio ed elastico che andrà poi ricoperto con la pellicola e fatto riposare per almeno mezz’ora al fresco.

Trascorsa la mezz’ora, potete iniziare a lavorare l’impasto dividendolo in piccoli pezzi grandi abbastanza da ricavare dei bastoncini da 1 cm di diametro ed 8 cm di lunghezza che andrete a chiudere sovrapponendo le due estremità.

Dopo essere stati preparati i taralli vanno appoggiati su un canovaccio e poi bolliti, mezza dozzina alla volta, in un tegame. Una volta che iniziano a tornare a galla vanno appoggiati di nuovo su un canovaccio pulito per qualche minuto e poi trasferiti su una teglia foderata con la carta da forno.

La cottura va fatta per 30 minuti a 200° C finché non risulteranno dorati.

Si consiglia di gustarli una volta raffreddati. Buon appetito!