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Egnazia: alla scoperta delle rovine

Scopriamo la storia di Egnazia

Passeggiata nel parco archeologico di Egnazia

Che la Puglia sia una regione affascinante sotto ogni punto di vista è un dato di fatto, ma lo sapevate che nei pressi di Fasano ci sono le rovine di una splendida città che ha attraversato ben trenta secoli di storia?

Conosciuta con il nome Gnatia, o Egnatia dagli antichi greci, romani e abitanti della Peucezia e Messapia, la città di cui oggi restano soltanto splendide rovine, un tempo era un importante snodo commerciale situato su uno dei principali assi viari della regione.

Proprio per la sua posizione nodale, e per la sua importanza come scalo marittimo, Egnazia è stata citata nelle opere di molti autori famosi dell’antichità tra cui Plinio, Strabone, Virgilio, Mecenate e Orazio.

Gli albori di quella che sarebbe diventata una delle più fiorenti città pugliesi dell’antichità affondano le loro radici nel XV secolo a.C. (età del bronzo) quando ancor prima delle case in pietra c’era soltanto un villaggio di capanne. Per dodici secoli il piccolo villaggio portuale ha visto l’alternarsi di civiltà e culture fino a raggiungere il massimo splendore nel III secolo a.C. con l’occupazione romana. L’occupazione da parte di popolazioni appartenenti a culture differenti è evidente durante la passeggiata archeologica. Dell’età antica è evidente l’imponente muraglione, eretto utilizzando blocchi di calcare, posto a difesa dell’allora villaggio di capanne, rimasto probabilmente disabitato per un periodo a seguito di un incendio.

Durante l’età del ferro fu eretta un’altra struttura difensiva a blocchi irregolari. Oggi è visibile nelle falde della collina limitrofa alle rovine. Dell’epoca successiva (V e IV secolo a.C.) sono ancora visibili le cinte murarie erette dai Messapi (attuali Salentini), e lunghe, originariamente, quasi due chilometri. L’unico punto in cui potrete ammirare questo muraglione di difesa, nel suo antico splendore, è sul lato nord dell’area archeologica. Solo in quel ratto, infatti, si è conservata l’altezza originaria, che era di 7 metri, della struttura.

Il massimo splendore della città viene raggiunto in epoca romana. A partire dal III secolo a.C. furono costruite numerose ed elaborate strutture edilizie tra cui il criptoportico, il porto, la basilica civile, la piazza trapezoidale, l’anfiteatro e le terme pubbliche. Se per un attimo riusciste a immaginare com’erano tutte queste opere nel periodo del massimo splendore, chiudendo gli occhi, potrete fare un tuffo nel passato e sognare, per un attimo, di far parte di quella storia….così lontana.

La passeggiata nella storia prosegue poi lungo la via Traiana, sulla quale hanno camminato imperatori, filosofi e poeti; una sorta di Hollywood Boulevard dell’antichità, dove si possono notare anche i solchi che hanno lasciato i carri.

Proprio lungo questa via principale troverete il Sacello delle divinità orientali, un ambiente con vasca (situato a nord del sacello) e alcuni setti murari a ovest.

Come ogni città antica che si rispetti, anche la storica Egnazia era dotata di un’Agorà. Sulla sommità di quest’ultima, è possibile ammirare un tempio ellenistico in stile italico. Alle pendici invece è situata un’imponente area dedicata a santuario che, comprendente edifici principalmente a carattere religioso e un anfiteatro ben conservato.

Dopo la decadenza dell’impero romano, la storia della città prosegue fino all’epoca medievale, durante quel periodo sono state erette ben due basiliche. La vita di Egnazia termina intorno al XV secolo d.C.

Fuori da Egnazia: un museo a cielo aperto ricco di reperti storici

Spingendosi fuori dalla cinta muraria si possono ammirare le rovine delle meravigliose necropoli, occidentale e meridionale. Quella occidentale è la più conosciuta e tra le tombe scavate nella pietra, è doveroso annoverare le più suggestive, “La tomba del Melograno” e ”l’Ipogeo del pilastro”. La spettacolare cura e lavorazione delle tombe sia di prodizione privata, sia di tipo familiare, è specchio dell’alto tenore di vita della popolazione di Egnazia, abitata prettamente da nobili e alta borghesia, in grado di commissionare la costruzione di tombe degne di faraoni.

Come tutte le città antiche riportate alla luce dagli scavi archeologici, purtroppo anche questa è stata oggetto di saccheggi. I reperti salvati dalle mani degli sciagurati vandali sono stati catalogati ed esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Egnazia. La struttura è adiacente al parco archeologico. E' composta di undici padiglioni, comprendenti tre mostre differenti dedicate ai “documenti dell’età del bronzo”, a “Egnazia e la sua storia” e infine alla “archeologia globale a Egnazia”.

Durante la visita al museo potrete ammirare non solo tutti gli utensili di uso quotidiano ma anche i resti di opere d’arte salvati, tra cui la testa di marmo del Dio Attis, il mosaico con le Tre Grazie e il particolare vaso in ceramica conosciuto con il nome di “Trozzella” prodotto esclusivamente dalle popolazioni messapiche, è diventato il loro simbolo.

Insomma, se visitate la struttura museale, o compite la scelta di passeggiare nel museo a cielo aperto, la visita a Egnathia (per chiamarla come facevano gli antichi romani) è un affascinante viaggio nel tempo che vi lascerà a bocca aperta e con un senso di nostalgia per quell’epoca passata e mai vissuta.

Per tutte le informazioni sugli orari di apertura e le tariffe potete consultare il sito ufficiale del Museo e del parco archeologico di Egnazia.