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Cerignola terra di conquista e di ricchezze culinarie

Dettaglio festa patronale Madonna di Ripalta

Cerignola, terra vecchia

Collocata nella valle dell'Ofanto pugliese, abbracciando il Basso Tavoliere troviamo Cerignola, terra di conquista e di ricchezze culinarie. Un terremoto durante il 1700 distrusse l'intero abitato. Si ricorda la città con l'omonima battaglia di Cerignola per la conquista del Regno di Napoli tra francesi e spagnoli, decretando il successo di quest'ultimi. Nel 1943 fu conferito l'attuale stemma della città da Vittorio Emanuele III. Nello stemma comunale viene raffigurata una cicogna che spezza un serpente in memoria della leggenda cittadina in cui si narra che proprio le cicogne salvarono la città dall'invasione dei serpenti. Nel centro antico di Cerignola (Terra Vecchia), troviamo le costruzioni più vecchie del paese. Nel suo borgo antico incrociamo la Chiesa Madre risalente al XI-XII secolo e la Chiesa di Sant'Agostino del XV secolo. Con il suo stile barocco ammiriamo la Chiesa della Beata Santa Vergine del Monte Carmelo e l'imponente Duomo Tonti che con la sua cupola abbraccia l'intera città. Cerignola è crocevia dei famosi Tratturri disseminati per l'intero territorio. Nella piazza Giacomo Matteotti, nel cuore dell'abitato, troviamo la facciata del Mercandante, il teatro più importante del paese e sede di numerosi spettacoli per tutta la regione pugliese. Tra Corso Gramsci e via Osteria Ducale incrociamo la pietra miliare, uno dei reperti romani conservati in città, l'iscrizione sulla colonna è dedicata a Marco Ulpio Traiano. Passeggiando nell'omonima via, al numero 21, c'è la casa di Pietro Mascagni che durante il periodo di permanenza in città, oltre ad essere Maestro della filarmonica, compose una parte dell'opera verdiana, la Cavalleria Rusticana. La Torre dell'Orologio segna l'ingresso alla Terra Vecchia, il borgo antico. In vicinanza al centro troviamo le Fosse granaie, dove si conservano ancora alcuni silos per immagazzinare il grano e sono fruibili al pubblico. Un altro museo di interesse è quello etnografico dove, si conservano le antiche tradizioni della popolazione. Cerignola è anche territorio di riserve naturali come "il Monte"; area protetta e luogo di sosta di molti volatili come l'airone rosso, la garzetta, il falco di palude e molti altri.

Madonna di Ripalta e tipicità culinarie

Immense luminarie accendono la città per la festa patronale che dura quattro giorni, dove bande musicali e orchestre suonano per il centro. L'8 Settembre si celebra con la processione la Madonna di Ripalta. Molti altri sono gli eventi che ravvivano Cerignola, come Cerignola Bella, dove durante l'estate il centro si riempie di spettacoli di musica, teatro, cinema e danza. Da non perdere la RADC Summer Festival con importanti concerti. A Cerignola non solo si balla, ma si mangia e molto bene. La città insieme ad altri comuni appartiene al comitato Città delle pesche per favorire la promozione delle produzioni del territorio locale. Cerignola è importante anche per la coltivazione dell'oliva con il marchio D.O.P. Il piatto tipico della zona è la Tiella (nome che deriva dal tegame con cui si prepara) che si basa sul tradizionale lavoro dei campi, dove si uniscono patate, pomodori, lampascioni, formaggio pecorino, pangrattato, origano, prezzemolo, funghi, tutto a crudo e mescolati insieme. Un classico del territorio è il pane condito con olio extra-vergine e pomodori. Anche la pasta, spesso fatta a mano, acquista la sua particolarità come gli strascinati, le orecchiette con le cime di rape, i cicatelli con fagioli, i cavatelli con la ruca. Da assaggiare la ventricina di montone ripiena con frattaglie, scamorza, uova, salame e poi cotta nel forno ed infine si aggiunge la rucola lessata. Durante la festa patronale (Madonna di Ripalta) è tradizione mangiare il galluccio, da cui si ricava il ragù di carne. Come non citare le erbe selvatiche chiamate i marasciuoli, dal sapore amaro, poi ci sono i lampascioni, anche esse erbe amare, più vicine alle cipolle, oppure la cicoria di campagna che è leggermente più dolce. Non mancano i formaggi come ricotte, pecorino, scamorze, caciocavallo, provoloni, mozzarelle, e nemmeno i dolci come le cartellate fritte nell'olio e imbevute di miele o vino cotto, le zeppole, le squarcelle (ciambelle ricoperte da glassa di zucchero), la pizza di ricotta, la pizza sette sfoglie condite con mandorle, uva passa, mostarda, pinoli, noci tritate, cioccolata e zucchero, le pettole condite con il vino cotto e i calzoncelli farciti con mostarda (marmellata di uva), mandorle tostate e coperti con il vino cotto. Anche il vino ha la sua specialità come il Rosso di Cerignola (vino D.O.C. e Riserva). Non manca proprio niente per un salto a Cerignola