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Altamura, la città della Preistoria

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Altamura: la città dove la storia ha lasciato un'impronta

E l'impronta l'ha lasciata davvero. O meglio, ne ha lasciate circa trenta mila. Infatti proprio nel territorio di Altamura – tredicesimo in Italia per estensione – sono state ritrovate tantissime impronte di dinosauri. Questo ritrovamento rende «la cava dei dinosauri» il sito preistorico più ricco e importante d'Europa. E non si tratta solo di tracce animali. Un ventennio fa è stato scoperto nelle grotte di Lamalunga e riportato alla luce uno scheletro perfettamente conservato di uomo di Neanderthal. È l'unico esempio di scheletro umano integro dell'era paleolitica media-inferiore, tanto da portare il nome per gli studiosi di "Uomo di Altamura". In termini gossipari, un vero scoop! Ma la storia ha fatto il suo corso e ha lasciato altre incredibili testimonianze dietro di sé. Come la magnificente Cattedrale di Santa Maria Assunta, uno dei più bei esempi di romanico pugliese. L'ha fatta costruire Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero, nel 1232 e si nota la sua firma nello stile gotico orientaleggiante. E come Notre-Dame insegna, non c'è cattedrale senza leggenda. Sembra che l'imperatore abbia nascosto un inestimabile tesoro in uno dei pilastri, come assicurazione qualora la cattedrale fosse distrutta e dovesse essere riscostruita. Altra particolarità di questa città-confine (Matera è vicinissima) sono i "claustri". All'apparenza potrebbero sembrare piccole piazzette sparse qua e là, ma sono molto più di questo. Ne sono un'ottantina e sono state concepite per difesa: il claustro ha una sola entrata rappresentando così una trappola per i nemici dei gruppi etnici che vi abitavano. Per riconoscerli basta osservarne il centro: o c'è un pozzo o c'è un albero, entrambi simboli di vita.

Altamura: la città del pane

Il pane di Altamura non è soltanto un semplice prodotto gastronomico di tradizione, ma è identità. È certificato DOP (Denominazione d'Origine Protetta) ed è l'unico prodotto di panetteria ad avere questo riconoscimento europeo. Non ha eguali per le sue simpatiche e originali forme e per la fragranza che ne è primaria caratteristica. È un pane ricco di glutine poiché ottenuto da diverse varietà di semole rimacinate autoctone. È cotto nei forni a legna e in pietra della città ed è l'ingrediente base di molte ricette della tradizione popolare pugliese. Ma una supera tutte. Non c'è sensazione paragonabile a quella di tagliare una fetta di pane di Altamura, irrorarla di buon olio nuovo pugliese e addentarla. Un vero piacere dei sensi.